L'INVERNO
la storia d'amore di Caterina e Ivo
di Manuela Capece e Davide Doro
con Davide Doro e Rosita D'Aiello
voce narrante Claudio Guain
disegno luci Yannik De Sousa Mendes
scene Silvia Bertoni, Paola Brunello e Paolo Romanini
costumi Paola Brunello e Patrizia Caggiati
neve Cà Luogo d’Arte
tecnica Deborah Penzo
assistente alla regia Consuelo Ghiretti
organizzazione Maria Giulia Guiducci
per bambini dai 3 ai 5 anni e per tutti
una produzione della compagnia RODISIO
in collaborazione con
Teatro delle Briciole Solare Fondazione delle Arti (Parma)
Il vento ha spazzato via la neve,
e la neve è andata in un altro posto.
Maddalena, 4 anni
Raccontiamo una storia d’amore ai bambini piccoli.
Perché abbiamo voglia di baci e di carezze.
Raccontiamo di occhi che si guardano, si scelgono e s’innamorano.
Abbiamo voglia di tuffi al cuore, di mani emozionate, di passione travolgente.
E per raccontare d’amore, balliamo.
L’inverno è una piccola opera danzata, dove la musica, le parole, e la danza si accompagnano,
si sostengono, s’incalzano.
Una piccola opera d’amore per raccontare la storia di Caterina e Ivo.
Che comincia quando l’inverno è appena finito.
Che comincia quando comincia la primavera.
E che dovrà resistere fino alla primavera seguente.
Ma non c’è primavera senza inverno.
E anche questa storia, come tutte le storie d’amore, non varrebbe la pena di essere
raccontata, senza raccontare della paura di perderlo, l’amore.
Caterina e Ivo ballano, ballano innamorati.
Ballano fino a che arriva l’estate, un’estate calda e bella.
Poi in autunno decidono di partire per un viaggio.
Un lungo viaggio per vedere tutto quello che c’è.
E continuano a ballare, fino a che le foglie cadono dagli alberi,
fino a che arriva il freddo, fino a che un giorno comincia a nevicare.
Caterina e Ivo continuano a ballare, innamorati, anche quando arriva l’inverno.
Ed è in inverno, che ad un certo punto, lui si volta e lei non c’è più.
Lui la cerca, si dispera, ma lei non c’è più.
Continua a nevicare, è un inverno freddo questo.
Ma non il freddo e nemmeno la neve ferma Ivo,
che la cerca e continua a cercarla.
E la chiama, Caterina!
Caterina e Ivo si videro per la prima volta.
Uno di fronte all’altra.
Tutti e due stavano mangiando un bignè alla panna.
Non smisero di masticare.
Continuarono a mangiare, masticando il bignè intero stracolmo di panna.
Si guardarono.
E fu lì che la vita esplose.
Esplosero il cielo, la terra, l’aria, il sangue nei corpi. Esplose la gente intorno.
Esplosero i bignè dentro la bocca.
Le nuvole corsero via per far passare i raggi del sole, i fiori sugli alberi sbocciarono tutti insieme e i fiori di pesco si colorarono d’arancio, le donne, tutte intonate, si misero a cantare, gli uomini, tutti belli e muscolosi, si arrampicarono gli uni sugli altri per fare piramidi umane come quelle dei giochi olimpici, i bambini applaudirono e lanciarono pezzi di carta che sembravano coriandoli, e che una volta lanciati si trasformavano in pappagalli colorati, le finestre delle case si spalancarono
e i ragazzi sbucarono fuori lanciando petali di rose e salsicce arrosto, in piazza perfino i preti e le suore si baciarono tra loro, ballando eleganti walzer di primavera e singhiozzando per l’emozione.
Non c’era dubbio.
Era amore.
Abbiamo lavorato con i bambini dai 3 ai 5 anni in numerose scuole materne.
Appena cominciamo a parlare d’amore, i bambini cominciano a stringersi l’un l’altro.
Si fanno grandi sorrisi, si scambiano occhiate di intesa, qualcuno ride.
Perlopiù, sempre più stretti, si amano.
Il carico di romanticismo dei bambini ci ha subito emozionato.
Attraverso un vero e proprio lavoro di improvvisazione abbiamo cercato insieme ai bambini la storia da raccontare.
Abbiamo dato loro due personaggi con pochi e semplici caratteri.
Li abbiamo fatti incontrare. Li abbiamo tenuti lì fermi a guardarsi per un po’.
Il resto è venuto da se.
I bambini hanno colto al volo la possibilità di una storia d’amore, si sono tuffati senza incertezza alcuna.
Non c’è un prima, non c’è un perché, non c’è un dubbio, non c’è paura.
C’è solo una passione da far vivere.
Ci hanno raccontato la storia di Caterina e Ivo.
Dopo le parole li abbiamo fatti lavorare con il corpo, e allora accade che la poesia che loro stessi hanno composto per raccontare d’amore, si fa concreta, si fa corpo che racconta, che danza.
Ad un certo punto abbiamo dato loro la terribile notizia.
Caterina non c’è più.
Con la stessa facilità con cui hanno accettato l’amore, la passione, ora i bambini accettano la paura.
Il dramma è atteso come elemento naturale, come è ovvio l’inverno dopo l’autunno, e nel dramma c’è attesa.
Sanno che in un modo o nell’altro anche dopo questo inverno arriverà la primavera.
Comunque.
E loro sono pronti a tutto.
Caterina forse non tornerà mai più, forse è morta, forse Ivo un giorno smetterà di cercarla e troverà qualcun altro. E nonostante siano pronti a qualsiasi finale, sperano nel lieto fine.
Aspettano con impazienza che torni la primavera. Pronti per una nuova storia da raccontare.
Pronti all’amore e alla paura. Pronti.
L’Inverno, ovvero un dramma popolare
Ad un certo punto abbiamo capito che il centro della nostra ricerca con i bambini non era tanto l’amore, quanto piuttosto il dramma che inevitabilmente lo accompagna.
L’inverno è il nostro dramma, l’antagonista che arriva atteso e inaspettato allo stesso modo.
Spesso per i bambini dai 3 ai 5 anni questa è la prima volta a teatro.
E’ per questo che l’inverno arriva carico di teatralità; che fa muovere il sipario, che fa scendere la neve, che porta via Caterina, che lascia Ivo da solo. Disperato.
I bambini smettono d’improvviso di sbaciucchiarsi, di coccolarsi, d’innamorarsi.
Rimangono gli uni attaccati agli altri.
Sta per succedere qualcosa. E loro stanno lì carichi di tensione. Pronti.
Le luci si fanno scure.
Il vento soffia forte.
E’ la notte, è la paura, è l’inverno, è il dramma.
E più forte è la tensione, più carica è la loro attesa.
Forse si era persa, forse era a fare la spesa, forse era in casa, in cucina, in soffitta, in cantina, in bagno, in corridoio, sul tetto, sopra un albero, forse era morta o al ristorante da sola, forse qualcuno l’ha rubata, è svenuta, sta dormendo, si è fatta male, forse ha preso la macchina ed è andata a Milano, o forse al mare a fare una vacanzetta, forse l’hanno uccisa i cattivi, l’hanno rapita i banditi o un mostro, o un cacciatore, forse ha mangiato una mela, forse l’ha mangiata un orso o un lupo, forse è andata a fare un giretto, forse ha preso la carrozza, la barca, la moto, la bicicletta o forse è andata a piedi, forse si è stufata, forse non lo amava più, forse ha trovato un altro amore, forse è diventata vecchia, forse lei era così vicino che lui nemmeno se ne è accorto.
E poi ?
E dopo ?
Cosa succede ?
I bambini, soprattutto molto piccoli, sono ovviamente pronti alla vita. Istintivamente proiettati verso il dopo, verso la prossima stagione.
E’ per questo che nella storia d’amore di Caterina e Ivo, la neve, cosi come è arrivata, ad un certo punto se ne va, da un’altra parte.
Hanno saputo affrontare il dramma perché spinti naturalmente verso quello che deve ancora succedere.
La curiosità è forte come la paura. A volte, anche di più.
E ovviamente sanno che dopo l’inverno arriva la primavera, sempre.
Ancora una volta abbiamo dovuto togliere
L’inverno è uno spettacolo pensato per grandi platee in grandi spazi.
Per lavorare con le grandi misure abbiamo dovuto togliere, scarnificare, arrivare all’essenza.
Abbiamo cercato i cliché, sintetizzando, levando tutto il superfluo e poi togliendo ancora.
Fino a quando sono rimasti i simboli, i simboli delle stagioni, dell’amore tra un uomo e una donna. L’idea di raccontare di una passione forte, colta e vissuta, presa e mangiata ci ha portato a utilizzare pochissimi elementi scenici.
Tratti piccoli e marcati che si fanno poesia per godere della passione, fin quando ce n’è.
La nostra storia aveva bisogno di essere raccontata tutta d’un fiato.
Non c’era tempo da perdere.
E’ passata di lì una passione, forse era già lì, forse è caduta dall’alto e Caterina e Ivo l’hanno presa, la passione. E per questo ballano.
Questo spettacolo fa parte di un progetto di ricerca teatrale rivolto alle scuole materne ed elementari che si sviluppa nel triennio 2008 /2010.
Sta per succedere qualcosa – l’ amore, la paura, e quindi la rivolta - è iniziato a Parma nel 2008 al Teatro delle Briciole dove la compagnia è tutt’ora in residenza, poi sviluppato a Dijon, in collaborazione con ABC Association Bourguignonne Culturelle (Francia) e a Londra (Inghilterra), con il sostegno del National Theatre.
Tutto il materiale raccolto fino ad ora ha portato alla realizzazione de L’inverno, il primo dei due spettacoli che compongono il progetto.
Lui va avanti e lei dietro,
Va avanti lui perché lei è piccolina.
Anna, 3 anni
D’inverno si fa colazione, si fa colazione a letto,
si spacca la legna,
si beve la cioccolata calda,
per tutto il giorno e per tutta la settimana.
Lui dice Ti amo
e lei dice Anch’io.
E fuori nevica.
Riccardo, 5 anni
Il cuore di un innamorato va così veloce che quasi si rompe
Tommaso, 4 anni
Il vento ha spazzato via la neve, e la neve è andata in un altro posto.
Maddalena, 4 anni