A 9 ANNI SALVERO' IL MONDO
di Manuela Capece e Davide Doro
con Davide Doro
spettacolo per ragazzi delle medie superiori e per un pubblico adulto
Il progetto A 9 anni salverò il mondo ha molti complici ed è un piacere denunciarli
Libertà e Giustizia (Firenze)
A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
La Carovana per la Costituzione
Salviamo la Costituzione
Renato Lori (Crick)
Luigi Rastelli (Annibale)
Andrea Bagni
Alessandro Marsico
Massimiliano Sacchetti
Scuola Elementare Statale di Vigatto (Parma)
Europa Teatri (Parma)
In un grande viale di una grande città, qualcuno aspetta di attraversare.
Fermo sul bordo del marciapiede, di fronte alla raffica incessante di automobili, il pedone aspetta dieci minuti, venti minuti, un’ora.
Allora gira la testa e vede che c’è un uomo che fuma appoggiato ad un muro.
E gli domanda. “Scusi, come faccio a passare dall’altra parte?”
“ Non so, io sono nato da questa.”
Come unico protagonista un uomo comune. Medio.
Vive in uno stato di perenne meraviglia, direttamente proporzionale ad un meno consapevole stato di fragilità.
Vive inzuppato in un blando pensare democratico.
Fa poche domande. Si fa poche domande. Non si domanda chi è che prende le decisioni, chi ci guadagna, chi ci rimette, perché questo è sì e questo è no.
Tutte le mattine si sveglia, fa colazione e va a lavorare, in macchina.
E poi gli viene fame e allora mangia. Ed è fortunato perché vive in un paese dove il cibo è accessibile a tutte le ore del giorno e della notte e chiede di essere addentato in ogni occasione.
E’ comodo, non fa fatica, si sente attivo, è un idealista, è un intellettuale, è viziato, è pessimista, è generoso, è democratico, è ubbidiente, è sano, è informato, è romantico, è sensibile, è stressato, è critico, si sente creativo, ha molti interessi, è annoiato, è realista, è parsimonioso, ama la tecnologia, rispetta le tradizioni, è credente, è ansioso, è ottimista.
Vive un tempo di passioni tristi, di opinioni in libertà, di caos non interpretato, mal interpretato, banalizzato. Ha il privilegio dell’immobilità e di un’abbondanza di informazioni trasformate in sentito dire.
Ogni utopia è destinata al fallimento.
A 9 anni salverò il mondo è una semplice ammissione di responsabilità.
La Grande Fabbrica dei Sogni e della Menzogna, come G. Chiesa definisce il nostro tempo, ha la straordinaria capacità di produrre immagini estremamente positive di sé, di crederci, e di fare in modo che tutti ci credano.
Valori come democrazia, uguaglianza e giustizia vengono platealmente riaffermati nella rappresentazione della realtà.
Gli stessi valori che sono costantemente negati nella vita quotidiana.
La Grande Fabbrica agisce a pieno ritmo. E funziona.
In un tempo fatto di proclami, di notizie terrificanti e di atti d’accusa, cosa si può dire ancora?
Lo smarrimento è profondo.
Abbiamo scommesso sulla società della felicità e non siamo mai stati così tristi.
Si confondono facilità e felicità, che in effetti sembrano parole fatte apposta per essere confuse.
La comodità è felicità nell’era della non fatica.
Ci si domanda, cosa succede?
O meglio, che cosa succede nell’insieme a cui si appartiene?
Possiamo cessare di pensarci come individui e pensarci invece come insieme?
Possiamo smettere di identificarci con la somma degli elementi che compongono la massa?
C’è un non luogo che fa sì che le cose siano.
A 9 anni salverò il mondo è la ricerca di un’utopia concreta, vicina e realizzabile.
Ovviamente una contraddizione in termini.
Ed è per questo che si continua a cercare.
Le fonti drammaturgiche
La Costituzione Italiana
Futuro Postumo di Piero Calamandrei
Cronache Marxiane di Giulietto Chiesa
Superpunk Arcimondano di Camille de Toledo
Nuovi segni di Gregorio Scalise
A testa in giù di Eduardo Galeano
Il paese del pressappoco di Raffaele Simone
Contro il niente di Miguel Benasayag
Amore Liquido di Zygmunt Barman
Errore di sistema, teoria e pratiche di Adbusters
Manuale per un consumo responasabile di Francesco Gesualdi
Critical Mass di Chris Carlsson
Lo spettacolo è dedicato alle anime belle.
L’anima bella è la figura contemporanea più tipica. Di fronte alla catastrofe mondiale, vorrebbe che le cose fossero diverse. Spesso vorrebbe che il mondo andasse meglio. E’ rinchiusa in un narcisismo profondo, evita la complessità di ogni situazione e si pone al di sopra della mischia.
L’anima bella è un modo molto attuale di essere sordi e di evitare scrupolosamente ogni tipo di impegno.